Amare non significa amare se stessi nell’altro. E’ un’azione colta (che richiede cultura, apprendimento ed esperienza) e si basa sulla stima per l’altro, tramite la comprensione. La persona amata non si ammaestra, si osserva, non la si trasforma, la si vede crescere, e non la si guida, la si accompagna. Amare è una cosa che assomiglia assai alla comprensione più che all’impegno. Tuttavia associamo continuamente l’amore all’impegno, tramite espressioni che si basano più sulla logica della chiusura che dell’apertura; facciamo della persona amata una proprietà e non una risorsa, un podere e non un paesaggio.